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muralesL’arte può essere un valido strumento nel processo educativo dei minori. E diventa particolarmente fondamentale in uno di quei quartieri della città definiti “a rischio”. L’idea di partenza è quella di educare i giovanissimi al bello e alla cura di ciò che hanno attorno sviluppando una affezione e una appartenenza ai propri luoghi d’origine.

Una iniziativa degna di nota è quella realizzata dall’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il progetto “Viaggi oltre il muro” è stato realizzato in collaborazione con la VII Municipalità del Comune di Napoli, il laboratorio di educativa territoriale “Oltre la strada” (servizio del Comune di Napoli, Assessorato al Welfare), gestito dal gruppo di imprese sociali Gesco attraverso la cooperativa sociale “Era”, e che ha visto impegnata la scuola di decorazione dell’Accademia nell’intervento decorativo nell’istituto comprensivo “Pascoli II” nel quartiere Secondigliano.

L’intervento ha interessato la parete del cortile di accesso della scuola, i cinque silos in ferro zincato e i cancelli di ingresso. L’obiettivo è stato quello di realizzare un’opera murale che potesse rispondere alle esigenze di un luogo frequentato quotidianamente da bambini e ragazzi in età scolare. Gli studenti dell'Accademia di Belle Arti, sotto la guida dei docenti e consulenti, hanno così progettato l'opera partendo dai disegni realizzati dai bambini sul tema del viaggio, filo conduttore delle attività dell'educativa, legandolo al concetto di “oltre”, altra parola chiave del progetto: oltre il muro, oltre le barriere sociali, oltre l’apparenza, oltre la realtà dei bambini e dei ragazzi.

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Il risultato di questa operazione a più mani è stato il grande e coloratissimo murales lungo quasi trentacinque metri. Il lavoro dei venti allievi dell’Accademia ha dato forma ai pensieri dei settanta giovani ospiti delle attività dell’educativa: un lungo sogno che rappresenta un’osmosi tra arte ed educazione, ispirato all'idea un po’ fantastica del  "viaggio", come insito nei sogni e nei desideri di tutti i bambini.  Il lavoro è stato svolto attraverso il confronto tra gli allievi dell’Accademia con i bambini ed i ragazzi dai quali hanno preso vita le prime idee e bozzetti.  Attraverso la lettura dei disegni realizzati dai loro piccoli “colleghi”, gli allievi di decorazione  hanno individuato le tematiche ricorrenti, raggruppandole  in cinque  parole da interpretare: spazio, scoperta, fantasia, affetti, volo. Dall’elaborazione di questi concetti, scambi di idee e soluzioni realizzative sono nati i murales e i silos del progetto che oggi accolgono i giovanissimi.

“Questa è una esperienza interessante perché nasce dall’idea di mettere insieme più enti che si occupano di educazione e dall’intento di creare un connubio tra arte ed educazione. Sono quasi vent’anni per l’educativa di Secondigliano e abbiamo osservato che i ragazzi risentono dei fatti e delle difficoltà che esistono nel quartiere – ha detto Tommaso Russo, responsabile dell’educativa territoriale “Oltre la strada” - L’intenzione è di educarli al bello. In tutte le attività che facciamo utilizziamo l’arte come forma di espressione e di comunicazione: i nostri ragazzi si esprimono più attraverso l’arte che con le parole” ha aggiunto.

Un altro obiettivo è stato quello di “contaminare” i ragazzi con altri, anche più grandi e con esperienze diverse. “I ragazzi spesso considerano Napoli un luogo a se, come se Secondigliano non facesse parte della stessa città” dice Tommaso. L’idea, quindi, è quella di aprirli a nuove idee, al confronto ma anche renderli partecipi di attività ed esperienze che faranno proprie.

“Secondigliano è un quartiere a rischio perché la vicinanza alle attività criminali è prossima. Nel loro contesto i giovani possono assistere con molta facilità a episodi di violenza e in alcuni casi parteciparvi. Se apri gli orizzonti, allarghi la conoscenza, si crea un’alternativa a situazioni spiacevoli” afferma Tommaso.

Il progetto sarà presentato oggi alle 15 nell’aula Magna dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. L’opera, invece, sarà inaugurata domani, mercoledì 24 gennaio, alle ore 16.

di Alessandro Bottone

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